
viaggiando nel mondo, per quel poco che ho viaggiato, mi è sempre balzato agli occhi la differenza di significato, senso, valore che assume il corpo umano... che esso sia vivo o morto, giovane o vecchio, splendido e orribile. Esso rimane, in ogni caso, il primo punto di contatto, il primo strumento di comunicazione che accomuna tutta la specie umana, viene prima della parola, della musica, del pensiero.
E' qualcosa che riempie lo spazio, attraversa la nostra esistenza ed è quindi il primo legame tra questi elementari sistemi di misura.
L'estensione del nostro corpo, la forma che lo contraddistingue, la sostanza, ciò che lo riempie e ne determina il peso, la consistenza sono primordiali evidenze che ci legano direttamente al mondo animale, alla terra e allo stesso tempo ci permettono di fare paragoni con il restante astraendoci da ciò che non siamo.
Io vorrei misurare la distanza, a passi, che c'è tra questa sensazione primordiale che porto dentro nel profondo della mia essenza e la percezione contemporanea di corpo umano che, a mio parere, si stacca sempre di più dall'animalità e vive nel bio-tecnologico, nel digitale, nel cibernetico.